Terra di pastori e di grandi tradizioni agricole. Sotto, gli indirizzi dove andiamo noi.
Gli arrosticini di pecora e lo zafferano prima di tutto. Poi i formaggi — caciotte, giuncate, pecorino — le carni d'agnello e di castrato, i salumi, con la mortadella di Campotosto e la coppa.
Dalla terra arrivano le lenticchie di Santo Stefano e i fagioli di Paganica. Tra i primi, la zuppa di ceci e castagne, la minestra di lenticchie e patate e la pasta fatta in casa: le taccozzelle e le fettuccine.
Gli aquilani lo fanno da sempre: passeggiare e “strusciare” sotto i portici del corso nel tardo pomeriggio, e decidere dove cenare cammin facendo.

Il centro storico dell'Aquila ha una delle densità di locali più alte d'Italia. Questi si raggiungono tutti camminando.
Trattorie e osterie appena fuori dal centro e nei paesi intorno, dove si mangiano i piatti della tradizione. Per queste serve la macchina, e valgono la mezz'ora di strada.
Fuori stagione molti di questi lavorano su prenotazione: una telefonata il giorno prima evita brutte sorprese.
In casa trovate il guest book con il resto dei consigli, aggiornati ogni stagione.